Karolus
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Karolus di Franco Forte, Mondadori editore

karolusUn ragazzino di undici anni, al seguito di Pipino il Breve re dei Franchi, incontra il Papa. Quel ragazzino è Carlo, figlio primogenito del re, destinato a un futuro unico e memorabile. Durante il banchetto in onore del Pontefice apprende dal suo tutore, il monaco Frodoino, un insegnamento importante: l’unione tra braccio secolare e braccio temporale è una necessità sia per il Papa, sia per Pipino. In questo modo infatti:

“Il papa potrà contare su un esercito forte, comandato da un re fedele ai comandamenti di Cristo e il re potrà legittimare la sua corona magari estendendo il regno”.

E questa in sintesi sarà la stella polare della vita di Carlo, servire il Papa, in quanto rappresentante di Cristo in terra, e in cambio ottenere legittimità per le sue conquiste territoriali.

Anno dopo anno Carlo cresce e inizia a partecipare alle battaglie assieme al padre. Pipino però muore quando Carlo e il fratello Carlomanno sono ancora molto giovani e il regno è diviso in due parti. I due sovrani dimostrano poca volontà di collaborazione, in particolare Carlomanno, geloso del fratello, non perde occasione per ostacolarlo. La morte prematura di Carlomanno spianerà la strada di Carlo che di battaglia in battaglia annienterà la minaccia dei Longobardi e degli Àvari e cercherà di contenere quella di Sassoni e Normanni. E questo mentre Bisanzio ordisce trame per tornare ai fasti di un tempo…

Non solo Storia

Siamo di fronte a un poderoso affresco che ritrae Carlo Magno e ne racconta il lato umano. Il condottiero, l’uomo di potere lascia spazio tra le pagine all’uomo con le sue passioni, gli amori, le gioie e i dolori di una vita complessa e gloriosa. Non solo le battaglie e gli intrighi di palazzo sono inanellati lungo il racconto. Vediamo sfilare gli affetti, per le numerose mogli, morte tutte molto giovani e subito rimpiazzate, le concubine, ma anche la madre Bertrada e la sorella Gisela. E non manca l’amicizia per il fedele Irmin, la sua guardia del corpo, la stima per Alcuino da York e altri sapienti che lo porteranno a fondare la Schola Palatina, l’apprezzamento per Eginardo il suo preciso e attento biografo. Emergono inoltre le sue preoccupazioni per i tanti figli e figlie e per il futuro del regno dopo di lui. La morte dei primi due eredi maschi avuti da Ildegarda farà sì che il potere passi tutto nelle mani di Ludovico, il terzo nella linea di sangue.

I ruoi femminili

E i ruoli femminili sono davvero di tutto rispetto nel romanzo. Betrada, donna ambiziosa e decisa, rimasta vedova di Pipino guida le sorti del regno manovrando i figli e indirizzandone sapientemente l’operato. Gisela, sorella di Carlo, è il suo sostegno morale, la guida nelle situazioni più intricate. E cosa dire delle giovanissime mogli, poco più che bambine, che hanno affiancato, una dopo l’altra il re? Imiltrude ed Ermengarda ripudiate per la ragion di Stato, poi Ildegarda, Fastrada, Liutgarda e tutte le concubine, anch’esse giovanissime, amate e spesso perdute. Carlo è soggiogato dall’universo femminile, ne subisce il potente fascino e l’attrazione. Ma alla fisicità dei rapporti si accompagna anche una propensione all’ascolto del punto di vista delle compagne e della loro saggezza persino in temi che riguardano la gestione del potere.

Corposità e leggerezza

Chi ama il romanzo storico troverà ampio materiale documentato e non potrà che apprezzarne la coinvolgente esposizione. Per chi fosse invece digiuno di Storia il testo offre spunti interessanti. Il racconto della vita e delle imprese di Carlo appassiona come una serie televisiva, tra intrighi, colpi di scena, morti misteriose, giochi di potere, epiche battaglie degne del Signore degli Anelli.

Questo di Franco Forte è sotto tutti i punti di vista un libro corposo che tuttavia ha il raro pregio della leggerezza.