La maestra cattiva
La maestra cattiva

La maestra cattiva

La maestra cattiva di Suzy K Queen, Newton Compton editore

La maestra cattivaTom è un bambino di otto anni alle prese con il suo primo giorno di scuola in una nuova città. La madre Lizzie si è appena separata dal marito, Olly, un uomo violento con lei e con il bambino. La nuova scuola è stata scelta dai servizi sociali e ha fama di essere molto selettiva. Quando Lizzie accompagna il bambino però ha un’impressione negativa: l’edificio è circondato da mura e reti, le finestre hanno le sbarre e i genitori non possono entrare nella scuola. Il preside con un sorriso mellifluo le offre sommarie spiegazioni dei metodi dell’istituto ma Lizzie non sembra convinta.

Poi cominciano ad accadere strani fatti. Tom è sempre stanco e svogliato, ha degli strani segni che sembrano punture sul braccio e ha legato molto con i fratelli Nelson, tre bambini che provengono da una famiglia disagiata, anche loro seguiti dall’assistente sociale. Lizzie vive nell’incubo che Olly li ritrovi e le porti via il bambino mentre è sempre più sicura che in quella scuola qualcosa non funzioni. Sarà propri l’assistente sociale che con pazienza e guadagnandosi la fiducia di Tom riuscirà a venire a capo del mistero e a salvare il piccolo da chi lo sta perseguitando.

Voci diverse

La narrazione procede secondo i diversi punti di vista dei protagonisti, in particolare Lizzie, la nonna Ruth, l’assistente sociale Kate e solo verso la fine Olly. Attraverso i loro occhi e la loro voce riusciamo a farci un quadro della situazione fino ad arrivare al capovolgimento finale che rimescola le carte e permette di trovare il vero colpevole che come spesso accade è il meno sospettato.

Di capitolo in capitolo passato e presente si sovrappongono e apprendiamo la storia di Lizzie e Olly dalla voce però della sola Lizzie che racconta di come una storia romantica sia diventata un incubo. In parallelo seguiamo le vicende della strana scuola di Tom dove tutto sembra funzionare perfettamente nonostante serpeggi la sensazione che qualcosa non quadri.

Il ruolo più importante è quello di Kate, l’assistente sociale che con fatica e sacrificio cerca di capire cosa si celi dietro la facciata della scuola perfetta e dietro alla famiglia problematica di Tom.

Quello che scoprirà farà crollare entrambe le istituzioni, familiare e scolastica e lo sconvolgimento sarà il preludio al ritorno dell’equilibrio e alla salvezza per Tom.

Colpo di scena finale

Il colpo di scena finale arriva inaspettato senza segni premonitori vista l’unica voce che raccontava i fatti familiari secondo un unico punto di vista. Si nota solo qualche accenno al fatto che Tom voglia riavvicinarsi al padre, istigato dai fratelli Nelson, ma resta tutto nel vago perché appunto la voce preponderante è quella di Lizzie.

Sullo sfondo il difficile lavoro degli assistenti sociali in Inghilterra, che sembrerebbero oberati da troppi casi che spesso sarebbero tentati di chiudere senza indagare a fondo per mancanza di tempo o di energia.