Intervista ad AltreVoci edizioni
Intervista ad AltreVoci edizioni

Intervista ad AltreVoci edizioni

AltreVoci EdizioniIntervista ad AltreVoci edizioni, ovvero Annalisa, Marco, Aldo e Francesco

 

Rispondere alle interviste, dopo anni che le faccio, è più difficile di quanto pensassi… piacere, sono Marco Paganini, imprenditore, libraio e ora anche editore, e ho il fortunato privilegio di dover rispondere alla prima domanda…

 

1 – Prima di tutto una presentazione: come nasce l’idea della casa editrice e chi sono i protagonisti dell’avventura?

Le idee difficilmente nascono in un preciso momento, sono più la somma di tante situazioni dove il nostro subconscio si fissa degli obiettivi, o delle riflessioni, che poi portano a completare il quadro.

Potrei dire che l’idea è nata quando, dopo essermi immerso in uno dei tanti libri di Aldo Boraschi, ebbi la fortuna di conoscerlo. Parlammo di tanto, mai di lavoro. Lì, il mio subconscio piantò un semino che, nel tempo, germogliò fino a farci parlare di editoria.

Oppure forse nacque quando conobbi Panesi Edizioni, il mio primo contatto con una realtà editoriale del territorio, e mi domandai come potesse, una sola persona, fare così tanto… forse con un po’ di invidia, ma sicuramente con rispetto e ammirazione, iniziai a parlare con Annalisa Panesi, e capii (per l’ennesima volta) che le cose si possono fare volendo, il resto viene da sé.

O forse nacque a Burgos. Una settimana prima ci si camminava, una settimana dopo ci si telefonava, a Francesco Grandis, un autore autopubblicato che però i lettori stavano premiando e che da interno, non mi capacitavo di come non avesse un contratto editoriale con una casa editrice importante. Anni dopo, dopo averlo visto finalmente targato Rizzoli, ma soprattutto dopo aver fatto un pezzo di cammino assieme (metaforicamente) ed averlo conosciuto, era naturale che vedessi in quel germoglio, una pianta matura. Ma come ogni pianta ha bisogno di un giusto terreno, noi avevamo bisogno di motivi che ci spingessero ad accettare una sfida oggi ben difficile: essere una casa editrice differente. Abbiamo trovato i giusti stimoli in alcune battaglie che per noi devono essere affrontate e cioè lottare quotidianamente contro l‘editoria a pagamento, o cercare di remunerare maggiormente gli autori, a cui si chiede professionalità ma a cui poi non la su paga, ad aiutare le librerie che sono preda di un sistema distributivo che evidentemente non funziona più.

Insomma, non c’è un momento, e non c’è neppure soltanto un motivo… e poi ci siamo noi, che fin da subito abbiamo provato ad essere altro, o meglio, AltreVoci.

 

Per la seconda domanda, passo la palla a un’editor, perché è lavoro complicato e solo chi lo fa può rispondere… vai Annalisa!

 

2 – Come il primo amore, il primo libro edito non si scorda mai… qual è stata la vostra prima pubblicazione?

Il nostro primo libro è stato “Come acqua” di Roberto Chilosi, un racconto molto intimo in cui l’autore ha condiviso tutta la sua passione per questo elemento, che vive quasi quotidianamente attraverso lo sport, canoa e nuoto in primis, ma nel quale mette anche a nudo il suo stesso essere. Uscito ad agosto 2020, raccoglie diverse esperienze fatte da Roberto in diverse parti del mondo, dall’Asia al Sud America, ma anche in Italia.

Progettato in piena pandemia, sarà da noi ricordato anche per i salti mortali fatti per realizzare la copertina, che riprende una fotografia dell’autore immerso nelle acque di un fiume. Viste le restrizioni agli spostamenti, per realizzarla abbiamo dovuto cercare un fiume adatto che scorresse sul confine tra Liguria (dove viviamo noi) ed Emilia-Romagna (dove vive invece lui)!ed ovviamente, a marzo, mese notoriamente adatto per il bagno al fiume…

 

3 – Dall’arrivo in redazione alla (sperata) pubblicazione. Qual è il percorso di un manoscritto?

È un viaggio, che varia da testo a testo. Alcuni fanno giusto due passi, per prendere una boccata d’aria (non leggendo ciò che richiediamo, non capendo chi siamo o le collane che abbiamo, mandare un copia incolla garantisce solo di far rientrare nel cassetto il romanzo. Ci vuole serietà, per essere presi sul serio).

Altri vengono affidati a brillanti lettori, divoratori di libri, persone di qualità che fanno ciò che amano: leggono. Questi lettori appagano la propria sete di lettura, ed il loro giudizio verte proprio su questo, cioè la capacità di saper valutare ciò che hanno davanti, che tengono in mano. Chiaro che il giudizio rimane soggettivo ma i punti deboli ed i punti forti di una idea, di uno sviluppo e dei personaggi, ad esempio, sono criteri di giudizio che sono abbastanza chiari e chi ha la fortuna di possedere un senso critico, sa apprezzarli al di là dei gusti personali. Questo secondo step è paragonabile ad una vacanza di una settimana: poche cose in valigia (le cose da valutare), la non programmazione del viaggio (si cerca di soddisfare i gusti dei lettori ma un buon lettore sa valutare tutti i generi o quasi, anche perché vengono assegnati e non scelti quindi si trovano libri di cui alle volte sanno poco o proprio nulla) e le chiacchiere con gli amici al rientro (la scheda di valutazione, uno strumento importantissimo è davvero fondamentale).

A seguire i sopravvissuti vengono affidati a colui che probabilmente ne curerà l’editing: il viaggio di nozze! Il periodo nel quale uno di noi si deve davvero innamorare non solo del testo ma del progetto, delle sue potenzialità, del suo iter. Questo passaggio è cruciale perché da questa situazione in poi, non si sarà più degli sconosciuti ma dei compagni di squadra.

Una volta che il progetto è approvato, con tanto di firma sul contratto, inizia l’Erasmus: ossia l’esperienza di vivere fuori casa, fuori dalla propria zona di comfort, sia per lo scrittore, che dovrà cercare di donare parte del proprio lavoro all’editor, che per lo stesso editor, che dovrà accogliere questo dono, ritoccarlo e rimodellarlo, senza però cambiarne l’anima. Dopo questa esperienza, proprio come uno studente che rientra dall’estero, si torna più maturi, arricchiti, e perché no, magari con qualche sbronza in più alle spalle.. fatto questo, rimane solo la meta, cioè la stampa, che altro non è che l’inizio di un nuovo viaggio, solo sofferente…

 

4 – Che caratteristiche deve avere un romanzo per attirare la vostra curiosità?

Essere bello! Ricco, intendo, vero. Che abbia un potenziale e che noi si pensi con il cuore di essere in grado di tirarlo fuori.

Per questo alle volte la curiosità non nasce dal romanzo, ma dalla persona: conoscersi, guardarsi negli occhi, stringersi la mano… sono ancora situazioni che hanno un valore assoluto. Una email non può incuriosire quanto un sorriso.

 

5- Nei vostri libri c’è un codice QR che permette di accedere a contenuti extra. Cosa vi può trovare il lettore?

Ciò che lo scrittore vuole comunicargli, a seconda della storia. Che siano foto, video, musica, pagine personali, o chissà cosa il futuro ci porterà. Bisogna creare legami, bisogna aprirsi a chi ci sceglie e ci dà fiducia. Bisogna andare al di là di un nome e cognome su una copertina.

 

6- Per quelli della mia generazione, l’ingegnere Roberto Vacca è il simbolo della divulgazione scientifica. Com’è stato lavorare con lui?

Difficile. Non potrebbe essere stato diversamente. Noi lo conoscevamo ma lui non conosceva noi. Una persona eccezionale, con un senso del valore importante, che però non lasciava molto spazio di manovra. Rimane comunque un’esperienza davvero unica, di cui siamo felici e che rifaremmo anche domani, magari cambiando qualcosa.. ma purtroppo in piena pandemia tanto aspetto di questo lavoro sono stati messi in difficoltà da queste nuove abitudini che abbiamo dovuto tutti accettare.

Auguriamo a tutti gli editori un Roberto, perché sono persone che insegnano davvero tanto.

 

7- Cosa bolle in pentola tra estate e autunno 2021?

Mentre rispondo 3 dei 4 progetti della prima metà dell’anno sono già stati proposti. La pentola ha sfornato tre libri che stanno piacendo, tutti ricchi d’anima e di messaggi importanti. Ma dalla pentola abbiamo tirato fuori soprattutto i rapporti umani con due nuovi autori che hanno deciso di far parte della famiglia, Matteo e Daniele. Bellissime persone. Il secondo semestre porterà tre opere, di cui due praticamente pronte e una in fase di lavorazione. Anche questi autori sono davvero belle persone: forse questo è il comune denominatore del nostro lavoro finora, e speriamo di continuare in tal senso.

Uscirà un libro nella collana viaggi dove un’amica, Darinka, conosciuta proprio grazie ai suoi libri precedenti, si è aperta come non mai. Si è fidata di noi e di ciò che con il suo libro avremmo voluto raccontare: la magia di una persona eccezionale che vive il mondo come pochi. Ma ci saranno anche due AltreOmbre: la nostra collana thriller/gialli che, con queste due nuove uscite, acquista ancora più identità e solidità. Due autori italiani, Marco e Diego, che hanno già pubblicato e che siamo convinti possano creare tante storie degne di essere a scaffale in qualsiasi libreria.

Ci sono tanti progetti in cantiere: potrebbe nascere a breve una collana di formazione, ad esempio. Ma stiamo lavorando sia su alcune traduzioni, che sugli audiolibri.

E tutto questo mentre pianifichiamo il 2022, dove scoprirete i nomi che ancora non possiamo darvi, ma che già hanno preso la loro decisione di essere AltreVoci… due di questi inaugureranno la collana storica AltriTempi, mentre uno… è proprio folle! E sarà un onore raccontarvi questa bellissima follia…

 

Tanto lavoro, tante cose da fare… siamo felici di ciò che stiamo facendo, miglioreremo ciò che ancora è da migliorare e impareremo ciò che ci servirà, ma di una cosa siamo certi: il mondo della cultura va protetto, bisogna fare squadra e aiutarsi, tutti coloro che lo amano e lo rispettano. Diamoci da fare che “il bello deve ancora venire”…

 

Sito dell’Editore: Edizioni AltreVoci