Marzio Marin
Marzio Marin

Marzio Marin

Marzio Marin-El vero e le vere di Paolo Tomassi

Recensione di Camilla Pustetto

Marzio MarinMarzio Marin è un diciassettenne muranese dai capelli rossi come il fuoco del suo animo ribelle. Suo padre è scomparso in un misterioso incidente nella sua fornace quando lui era ancora piccolo, la voce di sua madre non l’ha mai sentita. Dopo essere stato bocciato capisce che ormai la sua città gli sta stretta, si sente prigioniero di un mondo che non sente proprio. Ha bisogno di libertà e serenità, lontano da tutti, a contatto con la natura. E così si dirige con la sua barca al Lazzaretto Novo per passarvi una notte tranquilla. Ma ecco succedere qualcosa di straordinario: Marzio si risveglia nel 1571. Da qui comincerà il suo lungo viaggio che lo porterà a ricomporre la propria famiglia e a conoscere a fondo se stesso.

Il tema della crescita, tipico del romanzo di formazione, si intreccia elegantemente con il genere storico e con il suo pizzico di magia e inspiegabile si potrebbe avvicinare anche a una fiaba. Il viaggio di Marzio Marin spiega il presente con il passato e si incentra sui valori fondamentali dell’affetto familiare, dell’amore e dell’amicizia. Il linguaggio semplice ma curato avvicina il lettore ai giovani protagonisti del romanzo. I personaggi sono ben caratterizzati, ognuno ha una propria psicologia e una storia diversa. Buffe le loro battute in veneziano (anche se non sempre del tutto corrette): li rendono più verosimili. È interessante di questi tempi leggere della quarantena che i marinai, come ben noto, dovevano fare una volta giunti alle porte di Venezia: la Serenissima prendeva le sue precauzioni per far sì che ci fossero meno epidemie possibili.

Il ritmo a volte è più serrato, con molti dialoghi e colpi di scena, in altri momenti si trovano lunghe descrizioni, anche particolareggiate, che dispiegano Venezia di fronte agli occhi del lettore. Per questo motivo consiglio il romanzo a chi non abbia mai visto questa città perché, leggendo, la può immaginare chiaramente e provare l’emozione di sentirla come propria. Ma piacerà sicuramente anche a chi ci vive perché riconoscerà con un sorriso i luoghi che vede tutti i giorni e sentirà l’amore profondo che lo scrittore prova per Venezia.