Buonvino e l’omicidio dei ragazzi di Walter Veltroni, Marsilio editore
Il commissariato di Villa Borghese questa volta è alle prese con un caso delicato: la morte di una adolescente trovata impiccata all’orologio ad acqua del Pincio. L’indagine coinvolge emotivamente Buonvino. Lui, che non ha avuto figli, prova per questa ragazza un sentimento di affetto finora sconosciuto. La morte della giovane è un campanello d’allarme del malessere che scuote tutta la società.
Buonvino alza gli occhi sui giovani rinchiusi dai social, con la paura del futuro, che non sanno trovare il loro posto nel mondo, fragili. Per loro decide di impegnarsi sino in fondo per trovare gli assassini e dare giustizia a una generazione delusa dagli adulti.
Tutto inizia con la riflessione sull’assenza dei corridoi nelle case, sui luoghi di incontro nelle città, sulla chiusura all’Altro, sull’isolamento dell’Ego e continua con una premonizione di un grido sentito la mattina presto nei pressi Villa Borghese. E riflettere fino a estraniarsi dal mondo è una delle caratteristiche del commissario romano.
“Se pensava con intensità a qualcosa, se un indizio o un dubbio si erano fatti strada in quel labirinto che era il suo cervello, non voleva che nulla interferisse, lo distraesse, lo riportasse nella ruvida, banale e futile concretezza del quotidiano.”
Tra Simenon e Camilleri
Il commissario procede come sempre con calma e metodo, senza tralasciare indizi e moventi, soffermandosi sul lato umano delle persone che incontra, dai testimoni ai sospetti: un po’ Maigret, senza la caratura di Simenon, un po’ Montalbano, senza l’ironia di Camilleri.
Buonvino e la sua squadra devono prendere le misure di un omicidio studiato e freddamente eseguito. La ragazza era introversa e negli ultimi tempi si era ulteriormente chiusa. Chi, fra i suoi conoscenti, poteva avere dei motivi di odio o risentimento tali da compiere il delitto? Buonvino deve muoversi tra la famiglia e i pochi amici della ragazza per cercare di capire il malessere che la affliggeva e trovare il colpevole.
L’indizio fondamentale sarà trovato tramite la scacchiera di Polibio, un codice di crittografia elementare, usato dalla giovane vittima.
Il finale amaro rivela i retroscena di un dramma familiare non raccontato che ribalta le mille ipotesi iniziali.
Famiglia, amici, scuola, società ovvero l’ambiente che regola i ritmi della vita e dell’educazione viene passato in rassegna. Il dramma della mancanza di comunicazione esasperato dai social prende corpo nella solitudine degli adolescenti, troppo spesso lasciati senza aiuto psicologico ad affrontare il loro ingresso nell’età adulta. Il divario generazionale è oggi sempre più profondo e i genitori sembrano, più di un tempo, incapaci di creare un rapporto di fiducia con i figli, inclini a barattare i beni materiali con l’affetto.
