L’isola del passato di Arwin J. Seaman, Edizioni Piemme
Rieccoci nella ormai spettrale isola di Liten in un deserto e freddo Natale. Il capo della polizia locale Owen è solo visto che la figlia è andata a vivere sulla terraferma e in ufficio non c’è molto da fare.
Annelie Lindhal, la solerte agente che ha scelto l’isola come luogo di vita, per passare il tempo e per distrarre lo sfaccendato Owen decide di iniziare a indagare su un suo vecchio caso, la morte di Hedda Salin. Hedda era nata e vissuta a Liten, qui aveva la famiglia e il lavoro come cuoca nell’unico albergo, l’hotel Tidvatten. All’improvviso lasciò tutto e si trasferì in terraferma a Malmö dove viene ritrovata morta in una strada. Quello fu il primo caso di Annelie, convinta da sempre che dietro la morte ci fosse qualcosa di misterioso su cui indagare. Ora a distanza di anni riprende in mano tutto coinvolgendo il suo capo e quello che scoprirà sarà una nuova scossa per la piccola e sfortunata isola.
Personaggi noti
Ritroviamo i personaggi ben conosciuti, a cominciare dal clan degli Andersson burberi ma di fondo sempre disponibili a dare una mano a modo loro. Poi c’è la squadra di lavoro composta da Owen, Annelie, Kaj, l’immancabile Henning che svelano particolari inediti della loro storia. Questa volta Malin ha un ruolo secondario, ma non rinuncia ai suoi vezzi da bambina viziata che rifiuta di crescere e vuole imporre la sua volontà capricciosa al mondo.
Come spesso accade nelle saghe il lungo protrarsi degli episodi finisce con il creare situazioni sempre meno credibili, colpi di scena di ogni tipo e collegamenti stiracchiati tra i personaggi. La necessità poi di acchiappare lettori con sfumature rosa porta allo scoppiare della passione tra Annelie e Owe. Scopriamo infatti che Annelie ha lasciato Henning e si è trasferita a Liten proprio perché folgorata da Owe, dalla sua apparenza sbiadita e rassicurante. E così dopo anni di attesa finalmente si dichiara al vedovo poco allegro…
Turisti odi et amo
In questo sfondo si svolgono le indagini sulla strana morte di Hedda e sul suo passato. Ostacoli come sempre vengono dalle autorità di Malmö che sembrano non gradire la riapertura del vecchio caso. Eppure qualcosa di poco chiaro c’è davvero visto l’improvvisa scomparsa di documenti dell’albergo, i tentati furti nelle case degli investigatori e della centrale stessa della polizia. Cosa si nasconde dietro all’apparente vita normale di Hedda?
Liten intanto è sempre lì, triste e abbandonata dai turisti, dapprima attirati dalla morbosità del vedere i luoghi di svariati omicidi, poi annoiati dalla mancanza di sufficienti attrazioni. Un’isola che si spopola, dove i giovani come Malin non vogliono più abitare perché non ha futuro se non nel turismo. Solo il clan degli Andersson resiste in virtù della forte coesione familiare. Liten è il paradigma di tutti i luoghi che inizialmente prosperano e poi possono solo sopravvivere solo grazie alle invasioni di massa. Com’è triste Liten…
