Mrs Dalloway
Mrs Dalloway

Mrs Dalloway

Mrs Dalloway di Virginia Woolf, Feltrinelli

Mrs DallowayMrs Dalloway è una delle opere più note dell’autrice inglese. Clarissa Dalloway è una donna di mezza età che appartiene all’alta società inglese. Un buon marito, una figlia, una vita tranquilla. Il romanzo ne descrive una giornata che culmina con una festa serale ricca di invitati importanti.

Durante il giorno seguiamo Clarissa e i suoi pensieri che si rincorrono nello spazio e nel tempo e si accavallano con quelli dei personaggi che incontra o che compaiono evocati dai suoi ricordi.

Il libro è uno spaccato dell’Inghilterra e in particolare di una Londra reduce dal primo conflitto mondiale e Clarissa ne è un perfetto rappresentante.

Flusso di coscienza

La narrazione avviene attraverso l’uso consolidato del flusso di coscienza in voga nei primi decenni del Novecento. Ricordi, impressioni, momenti del presente e del passato si affastellano e si rincorrono in un’onda ciclica che non ha inizio né fine. Clarissa e gli altri personaggi pensano e dunque sono, la loro realtà è dettata dal loro pensiero. Li conosciamo attraverso quello che le loro menti elaborano e ci raccontano. Clarissa, Sally, Peter, Septimus, Lucrezia partecipano a un grande spettacolo collettivo. Interagiscono, si oppongono, si riconciliano dando vita a un quadro dinamico e realistico della società inglese.

In particolare Septimus e Clarissa rappresentano le due anime contrapposte della Woolf. L’uno corroso dalla follia suicida, l’altra intrisa di perbenismo che la porta a smussare o a negare pulsioni non in linea con il sentire dell’epoca.

Il testo scorre veloce, scandito dall’incedere incalzante dei fantasmi della memoria dei protagonisti. Tutti sono vittime di solitudine, di rimpianti, di desideri e paura di mettere a repentaglio l’equilibrio della loro noia quotidiana.

Riflessi egocentrici

Forse siamo tutti un po’ come i personaggi di Mrs Dalloway, presi dai nostri pensieri vediamo gli altri con la lente deformata del nostro intelletto e siamo incapaci di cogliere la vera essenza dell’altro in cui cerchiamo solo il nostro riflesso.

Tra le frivolezze dei preparativi della festa e i ricordi del passato, della sua amicizia con Sally, dell’amore per Peter, Clarissa si espone al lettore in un trascorrere effimero di una vita lunga un giorno.

E quel lungo giorno è anche il momento finale per il doppio di Clarissa, Septimus. Non appartiene alla società bene, la guerra l’ha patita vivendola e perdendo un amico. La moglie Lucrezia non è in grado di riportarlo alla ragione e così anche i medici che lo seguono e che non riescono a comprendere il suo male di vivere e vedono come unica soluzione rinchiuderlo in una casa di cura. Septimus sceglie la fuga, definitiva perché non ha alternative. Fugge da un mondo che non lo comprende e che lo ha ferito, che non gli offre speranze di futuro.

Un romanzo maturo e crudo che pone interrogativi senza tempo.